MASSICELLE

Masse celle. Università autonoma fino alla sua aggregazione a Montano Antilia (13 km). Da Salerno 101 km.

Frazione del comune di Montano Antilia che si suddivide a sua volta in 9 casali.
Sorta in seguito all’insediamento di antiche popolazioni nelle zone interne durante le razzie e le invasioni dei popoli nemici dell’Impero Romano.
Da visitare è la Chiesa parrocchiale Santa Maria Lauretana dedicata a Santa Irene, martire bizantina del  I° secolo protettrice dei fulmini e dei raccolti. La chiesa fu più volte distrutta dai fulmini e ricostruita in un luogo più sicuro.
Di notevole interesse è anche la Cappella di Santa Maria ad Nivis ed altre due appartenenti a privati ovvero la cappella della SS Annunziata e quella di Sant’Antonio da Padova.
Di pregio storico sono la Fontana Montemauro del 1910 attualmente ancora in uso, la Fontana Centopelli del 1900 che prende il nome da una leggenda secondo la quale vi morirono cento pecore e la Fontana Caprarizzi del 1915.

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

CHIESA DI SANTA MARIA DI LORETO

CHIESA DI SANTA MARIA DI LORETO

CHIESA DI SANTA MARIA DI LORETO

SCORCIO DEL CENTRO STORICO


 Re Ferrante d'Aragona nel 1466 diede il suo assenso alla donazione di Massicelle fatta dal genero Alfonso Piccolomini, duca di Amalfi, a Giovanni Antonio Saracino «cum omnibus suis iuribus et iurisditionibus et Banco iustitia siti [con Montano] giusta li loro fini particolarmente descritti, ut in Quint. 35 f 149».

Nel 1512 G. Tomaso Saracino con la morte del padre G. Alfonso, «qui dictas Terras possidebat», ottenne in suo favore il trasferimento del feudo. Nel 1567, morto G. Tomaso Saracino, il figlio G. Camillo versò 39 denari,1 tarì e 7 grana per Massicelle e Montano.
Nel 1596 G. Tomaso Saracino, barone di Montano e Massicelle, «vendé agli eredi di Federico Tafuri annui doc. 150 sopra l'entrare delli predetti feudi», ottenendone il relativo assenso. Nel 1607 lo stesso G. Tomaso «vendé detto casale di Montano a Galeotto Spinola».

La successione feudale, secondo alcuni documenti, contrasta con le notizie contenute in R Q f 82 ove per evitare ogni errore, è detto esplicitamente che «detti casali di Montana e Massicelle sono casali siti nelle pertinenze di Cuccaro e si possederono per casa di Restayno il che appare per una donazione fatta in  anno 1509 per Gaspare de Ristayno, a Loyse suo figlio ultimogenito». Tuttavia i Cedolari, ancora nel 1652, ne attribuivano la giurisdizione a Gaspare Restayno e nel 1677 il trasferimento ai Monforte che possedevano il casale ancora nel 1794. Di ciò è notizia sicura nel regio assenso (14 luglio 1638) concesso dal vicerè Filippo de Guzman, duca di Medina, alla vendita dei casali di Massicelle e Montano, ubicati nel Principato Citra, eseguita a mezzo di asta per ordine del Sacro Regio Consiglio a favore di G. Battista Monforte, signore di Laurito.

Scrive l'Antonini che lontano «dal già descritto villaggio delli Futani un miglio, e mezzo, a Mezzogiorno ed a manca dal Melpi accresciuto già dall'acque unitevisi al di sopra trovasi in amenissimo sito posto il Casale delle Massicelle diviso in sei piccole villette, onde indubbiamente l'è venuto il nome di Massicelle, quasi picciole masse». L'amenità del clima favorisce la produzione di frutta gustosa e abbondante, che contribuisce a rendere ancora più piacevole il casale. Lo storico accenna anche alle anguille e ai piccoli pesci che si pescano nel locale fiume.

Sull'andamento demografico del casale si registra un graduale e progressivo incremento tra il 1532 e il 1595 e un'inversione di tendenza tra il 1595 e il 1648 che raggiunge il punto più basso nel 1656 in relazione all'epidemia di peste.

Secondo il Giustiniani, Massicelle ai primi dell'800 era abitato da 700 persone.

Festa di Santa Irene (patrona)

17 maggio

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Festa della Madonna della Neve

5 agosto

Sagra dei Sapori cilentani

Dal 8 all'10 agosto

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Agriturismo Gorrieri

+39 0974 953269 328 3180596 338 3390766

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