ALFANO

Alfano, Alfana, Alfano. Università autonoma fino alla sua elevazione a capoluogo di comune. Da Salerno 126 km.

 Alfano si trova lungo la strada che conduce al golfo di Policastro ed è situato a ridosso dei rilievi che terminano a Nord con il monte Sacro.
Il corso del fiume Mingardo che sfocia ad est di Capo Palinuro, percorre il territorio comunale di Alfano appartenente alla Comunità montana del Lambro e Mingardo.
Di origine medioevale,dal 1561 fu più volte ceduto e ripreso da diverse famiglie e nel 1656 non fu risparmiato dalla peste.
Elemento architettonico centrale del paese è la Chiesa di San Nicola di Mira, registrata nel 1583 nel resoconto della visita pastorale del commissario apostolico Silvio Galasso.
La Chiesa conserva al suo interno alcune pregevoli statue di scuola napoletana  e un’acquasantiera databile intorno alla seconda metà del ‘500. Troviamo anche il palazzo baronale si affaccia nella piazza Umberto I. A partire dagli anni ottanta del ‘900, Alfano ha registrato uno sviluppo edilizio di una certa entità che riguarda la zona collinare mentre in basso rimane pressoché intatta la struttura tradizionale.
Nel mese di maggio si allestisce la fiera di Santa Sofia; ad agosto si organizza la festa della “Paddoccola” ovvero della crocchetta fritta di patata. In quest’occasione si possono assaporare tanti altri piatti tipici dell’entroterra cilentano.

VEDUTA DEL BORGO

SCORCIO DEL BORGO

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

PALAZZO BERNALLA

IL MUNICIPIO

CHIESA DI SAN NICOLA

CHIESA DI SAN NICOLA


Prima notizia si ha nei Registri Angioini: un ordine di recupero di 22 tarì e mezzo per aver occultato tre fuochi.Nel 1496 (4 febbraio, a. II di regno) re Ferlante II concesse, «FIDELITATEM ET AMOREM ERGA NOS STATUMQUE NOSTRUM MAGNIFICI MILITIS JOANNES CARRAFE NOBILE NEAPOLITANI», Policastro con S. Giovanni a Piro, Bosco, Torre e Alfano, tal quale 1i aveva posseduti Antonello de «PETRUTIIS ET JO. ANTONIUS EIUS FILIUS RIBELLI».

Il Giustiniani, però, afferma che il feudo di Alfano era in possesso dei Sanseverino ai quali fu avocato al fisco e poi restituito da re Federico. Nel 1561 Muzio dal Verme denunziò la morte del padre che possedeva Alfano in feudo. Nel 1566 G. Battista Carrafa, conte di Policastro, rinunciò alla lite mossa contro di lui da Muzio dal Verme circa la giurisdizione criminale di Alfano.

Nel 1588 comprò il feudo Paolo Brancaccio. Il 29 settembre 1619 il viceré duca d’Osuna diede l'assenso alla vendita fattane da Scipione Brancaccio al dott. G. Andrea Vernallo, o Bernardo, di Campagna per denari 9500, il quale vi rinunciò a favore del figlio. Costui vendette poi il feudo a Diego Vitale di Cava per denari 10.500 nel 1624. Nel 1669 era in possesso di G. Andrea Bernalla, questa famiglia lo possedeva ancora nel ‘700. Infatti, il 10 gennaio 1759 Maria Rosa Bernalla ebbe il feudo per successione dal padre Andrea (m. 16 settembre 1752), il quale era succeduto al fratello Benedetto (m. 13 aprile 1737).

Il Giustiniani, pone il villaggio a 60 miglia da Salerno dandone la sola numerazione del 1648 (fuochi 40: ab. 200) e 1669 (fuochi 41: ab. 205), per cui è da supporre che la peste abbia poco infierito sul villaggio.

Santa Sofia Poderia

15 maggio

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San Nicola di Bari

6 dicembre

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Fiera di Santa Sofia

14 maggio

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Festa della Paddoccola

12 agosto

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Country House La Contadina

+39 333 840 8947

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COME RAGGIUNGERCI


COORDINATE GPS

LATITUDINE: 40.17557149999999

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