CELLE DI BULGHERIA

Celle, dopo il 1861 Celle di Bulgheria. Università autonoma fino alla sua elevazione a Comune. Da Salerno 140 km.

E’ un piccolo borgo medioevale arroccato sulle falde calcaree del Bulgheria, importante monte Cilentano.
Il territorio comunale è compreso nei confini del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
Il nome Bulgheria deriverebbe da un insediamento di bulgari mercenari dell’esercito longobardo mentre Celle potrebbe riferirsi alle celle di un monastero esistente sul monte nel VI secolo. In questo paesino sono degne di interesse la Casa del canonico De Luca e l’antica Chiesa di Santa Maria della Neve.
L’economia è strettamente legata all’agricoltura soprattutto alla coltivazione della vite e dell’ulivo che consente la produzione di un olio molto apprezzato.

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

SCORCIO DEL CENTRO STORICO

CHIESA DI SANTA MARIA AD NIVES

LAPIDE DEL 1765

CHIESA DI SANTA MARIA AD NIVES

SCORCIO DEL CENTRO STORICO


 Paolo Diacono scrive che ai tempi del duca Romoaldo di Benevento una colonia di bulgari, guidati da un loro principe, Alzeco, giunse (680) nel ducato beneventano e pacificamente chiese di potersi stanziare nel territorio. Il duca Romoaldo consentì che s'insediassero nei luoghi deserti intorno a Cepino, Isernia e Boviano. Il principe assunse il titolo di gastaldo, di ufficiale del duca. Vi è notizia che ancora nell'VIII secolo i bulgari conservassero la loro nazionalità parlando la loro lingua, oltre al latino.
Recenti ricerche tendono a mostrare che il duca Romoaldo avesse consentito che parte della colonia s'insediasse pure nella zona di Paestum allora ridotta a sola riserva di caccia (ad capiendias aves) e che di là si fossero spinti oltre l'Alento stanziandosi alle falde di un monte che da essi prese poi il nome (Monte di Bulgheria).

Goffredo Malaterra poi ricorda che Roberto il Guiscardo avesse assoldato slavi di Celle perché conoscitori attenti di tutti i passi del territorio. Anzi l'Antonini scrive di aver letto di alcune concessioni fatte da Roberto nel 1080 ai bulgari, o schiavoni, del luogo, per servizi resigli «in finibus Apuliae et Salerni», attribuendo l’immigrazione dei bulgari ad Alboino, il quale «oltre ai suoi Longobardi, e Sassoni, menovvi (in ltalia) ancora Bulgari».

Probabilmente sede di una laura con celle di monaci italo-greci, per cui il nome di Celle all'abitato sortovi intorno, il villaggio segui le sorti di Roccagloriosa, di cui fu casale fino alla sua elevazione a sede comunale. E' notizia però che il feudatario di Centola, oltre a esigere la bagliva di Foria esigesse anche quella di Poderia, ora frazione di Celle. Villaggio quest’ultimo di cui, a dire dell'Antonini furono baroni Latino Tancredi, autore del De naturae miracoli il consigliere Giovanni Andrea di Giorgio, noto per le sue opere legali.

Ancora negli ultimi del '700 Celle era feudo dei d'Afflitto di Roccagloriosa.

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